Sicurezza idrogeologica, stanziati 1,3 miliardi di euro per le opere antialluvioni

10/8/2015 – Giovedì 6 agosto nella sala stampa di Palazzo Chigi, si è tenuta la conferenza sul “piano nazionale 2015-2020 contro il dissesto idrogeologico” per la messa in sicurezza del territorio contro le alluvioni nelle città metropolitane, con i Ministri Graziano Delrio e Gian Luca Galletti e con Mauro Grassi di #‎italiasicura. A illustrare gli argomenti trattati durante l’incontro è Alessandro Ieva del Coordinamento Sicurezza Idraulica X Municipio Roma Capitale. “Il piano prevede 1.3 miliardi di euro per opere antialluvioni, i primi 600 milioni sono stati già stanziati per le città più a rischio. La seconda trance di interventi del piano nazionale 2015-2020 prevede l’apertura di oltre 100 cantieri nelle restanti città”. Al fine di relazionare la cittadinanza, i Comitati di Quartiere e le Associazioni del X Municipio di Roma Capitale, nel merito delle opere idrauliche previste dal piano nazionale 2015-2020 per il territorio di Ostia e dell’entroterra, il referente del Coordinamento Sicurezza Idraulica X Municipio Alessandro Ieva ha chiesto al Direttore della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche Mauro Grassi, il dettaglio degli interventi ufficiali che saranno eseguiti.

“Il Direttore Mauro Grassi – prosegue Ieva – ha spiegato che le opere previste per la città di Roma riguardano interventi per circa 70 milioni di euro, ma che non sono ancora finanziati (lo saranno nella seconda trance) e difficilmente avranno inizio prima della fine dell’anno in corso.
Gli interventi definitivi contro il dissesto idrogeologico di Roma sono riportati nelle tabelle D e A del Piano stralcio aree metropolitane ed aree urbane con alto livello di popolazione esposta a rischio di alluvione. Il piano si è fondato sui rilievi delle mappe di rischio, come previsto dalla direttiva europea sulle alluvioni, elaborate da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e messe a disposizione in base agli studi delle Autorità di Bacino. Sono state definite regole chiare per stabilire le priorità di finanziamento, passando da investimenti a pioggia, oppure indicati dai vari rapporti tra gli enti locali e Stato, per andare ad un meccanismo per cui il Governo ha dato, attraverso il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), dei criteri precisi di selezione dei progetti. Quanto previsto dal piano nazionale contro il dissesto idrogeologico è stato selezionato ed elaborato dalle strutture tecniche del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Infrastrutture, dalla Struttura di Missione, da Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia), Sogesid (soluzioni di problematiche in materia di tutela del territorio), dalla Protezione Civile, da Ispra ecc. determinando le priorità del Paese. Il piano stralcio, che prevede l’apertura dei cantieri in tempi brevi, è stato definito attraverso due grandi fattori di selezione: il rischio oggettivo derivante dagli studi scientifici e la cantierabilità dei progetti stessi. In ragione proprio delle motivazioni con le quali è stato predisposto il piano nazionale, – spiega Alessandro Ieva – il Coordinamento Sicurezza Idraulica X Municipio aveva chiesto alle Autorità competenti, con formali protocolli, di attivarsi responsabilmente ed in tempi strettissimi, per avviare quanto necessario alla perimetrazione idraulica delle zone del territorio del X Municipio di Roma non ancora inserito nella cartografia di stralcio PS5 del P.A.I. (Ostia Antica, Saline, Stagni, Bagnoletto, Madonnetta, Idroscalo, Centro Giano, Casaletto di Giano, Infernetto, Punta Malafede, Villaggio Africa, Dragoncello, Dragona, Axa, Palocco, Ostia, Acilia, Casal Bernocchi, San Giorgio, San Francesco, Tre Pizzi Bagnolo, Monti di San Paolo, Longarina), così come proposto dalla Segreteria Tecnica dell’Autorità di Bacino Fiume Tevere, nella riunione del Comitato Tecnico di Dicembre 2014. Al momento, per iniziare l’iter di perimetrazione, manca solo la richiesta della Regione Lazio all’Autorità di Bacino del Fiume Tevere. Preme osservare, quindi, – conclude il referente del C.S.I. X Municipio Alessandro Ieva – come l’analisi delle priorità d’intervento in un bacino idrografico richieda la presenza di strumenti programmatori di cui il territorio del Municipio X risulta ad oggi sprovvisto”.

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