Ostia, Radicali: “Istituire ad Ostia un’anagrafe pubblica delle spiagge”

29/8/2015 – “Per noi che ci stiamo battendo da anni con altri compagni Radicali e cittadini, per la libera fruizione del litorale romano e per l’abbattimento del lungomuro di cemento e illegalità che è stato innalzato a Ostia negli ultimi decenni, la notizia dello scioglimento del X municipio non è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Soprattutto dopo che per mesi abbiamo sperato e chiesto alle istituzioni che proprio a Ostia si concentrassero il lavoro di ripristino di legalità e trasparenza, nonché le indagini stesse su Mafia Capitale”. Lo hanno dichiarato in una nota i Radicali Maria Laura Turco e Paolo Izzo che tra l’altro chiedono per Ostia un’anagrafe pubblica delle spiagge. “Cionondimeno – hanno proseguito – sosteniamo la richiesta dell’unico Radicale consigliere a Roma, Riccardo Magi, che chiede siano rese pubbliche la relazione del ministro Angelino Alfano, gli atti conseguenti la stessa e a chi e come siano stati affidati tali atti. Il “diritto alla conoscenza”, su cui il Partito Radicale si sta battendo affinché sia incluso tra i Diritti umani universalmente riconosciuti, richiede che siano proprio le istituzioni a fornire per prime quelle informazioni utili ai cittadini perché siano consapevoli”. “In particolare – hanno concluso – a Ostia andrebbe fornita, parallelamente, la massima trasparenza sulle concessioni balneari, che noi riteniamo essere uno dei punti nodali della illegalità del X municipio: perciò la pubblicazione delle planimetrie di tutte le concessioni, dei canoni concessori, degli sgravi ottenuti per eventuali attività, cioè una vera e propria “Anagrafe pubblica delle spiagge”, potrebbe essere la via primaria da percorrere per proseguire il buon lavoro intrapreso dall’assessore Alfonso Sabella, anche affinché i cittadini stessi siano in grado di monitorare direttamente il rispetto delle regole o l’eventuale morosità da parte di chi si è aggiudicato le ”nostre” spiagge di volta in volta e che, fino a oggi, non ha mai rischiato la revoca della sua ”proprietà”, nonostante abbia rubato il diritto dei cittadini alla libera fruizione della battigia e quindi del mare”.

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