Ostia, buche e voragini sulle strade. Il dissesto finisce in Procura

14/8/2015 – La manutenzione delle strade di Ostia finisce in Procura. A essere sotto inchiesta sono i mancati controlli alle ditte incaricate dal Campidoglio degli interventi alle strade capitoline negli appalti concessi nel biennio 2014-2015. Secondo infatti il pm Maria Bice Barborini che ha acquisito i contratti con le aziende per verificare quali doveri e poteri di verifica abbiano i tecnici del Comune, l’amministrazione non avrebbe effettuato i controlli sui lavori assegnati attraverso bandi pubblici o chiamate dirette e che sarebbero all’origine delle condizioni di estremo degrado delle strade romane segnate da buche, voragini e tombini divelti. Nove le zone dove la situazione sarebbe critica per l’alto rischio di incidenti stradali. A partire da Ostia per proseguire poi con Parioli, Eur, Centro, Cassia, Tor Bella Monaca, Aurelio, Nomentano e Tiburtino.
Un’inchiesta che arriva in concomitanza con lo sblocco dei fondi per la manutenzione ordinaria destinati ai 15 municipi: un milione di euro a territorio.
L’ipotesi di reato è omissione d’atti d’ufficio e omessa collocazione di ripari. Dai primi accertamenti disposti emerge come le ditte vincitrici degli appalti abbiano responsabilità marginali nel dissesto stradale. Le amministrazioni centrali e municipali risultano inadempienti nei pagamenti, una violazione degli accordi che impedisce alle aziende di intervenire in modo tempestivo per riparare il manto stradale. Ma non c’è solo l’aspetto finanziario. I dirigenti dovrebbero visionare la tenuta del manto stradale e segnalare le anomalie alle ditte. Sul degrado stradale è aperta un’altra inchiesta finalizzata a chiarire il tipo di materiale utilizzato per sistemare le strade.

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