Canale dei Pescatori, foce completamente insabbiata

26/8/2015 – Pescatori prigionieri del Canale dei Pescatori. E’ questa la triste constatazione fatta questa mattina nel corso dell’ennesima manifestazione organizzata dagli operatori ittici del Borghetto. Dopo il mancato arrivo, previsto per lunedì, della draga la situazione si è ulteriormente aggravata fino alle condizioni attuali. “Come associazione Canale dei Pescatori – spiega il suo presidente Vincenzo Basso – vorremo che le istituzioni capissero che la restituzione della piena attività al Canale avrebbe influenze positive ad un livello molto ampio. Il porticciolo è infatti un approdo che potrebbe essere estremamente importante in caso di difficoltà dei diportisti visto che i due più vicini sono Anzio e il Porto di Ostia che si trova a tre miglia di distanza. Un tragitto che in caso di problemi non è poco. Ma oltre a questo porterebbe benefici a livello economico a molti. Basti pensare che molti dei pescatori che prima operavano qui sono stati costretti ad andare via per poter continuare a lavorare. Delle 180 barche professionali presenti nel 1982 attualmente ne sono rimaste solo 6. La situazione attuale è frutto – prosegue Basso – di anni di incuria e di disinteresse eppure i fondi sono stati stanziati. Non capiamo perché tutto sia ancora bloccato. Di fatto manca solo l’ordinanza sindacale per mettere in moto la draga e consentire di lavorare ai pescatori”. “L’insabbiamento del Canale – spiega Pasquale Bruno, uno dei pescatori storici del canale – rischia di causare enormi ripercussioni su tutto il territorio del X Municipio. Con l’impossibilità per le acque di defluire correttamente, in caso di forte ondata di maltempo quartieri come Saline, Infernetto, Bagnoletto e Stagni rischiano di finire inesorabilmente sott’acqua. Il Canale dei Pescatori infatti accoglie buona parte delle acque meteoriche dell’entroterra lidense e nel caso di impossibilità di “sfogarsi” queste finirebbero con il riversarsi nelle strade e nelle abitazioni. Sono 50 anni che attendiamo degli interventi e ora non è più pensabile di rimandare ulteriormente”.

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