Esposito: “Roma-Lido, due anni per vedere i primi risultati ma servono 200mln di investimenti”

23/7/2015 – Il senatore del Partito Democratico Stefano Esposito, commissario per il partito stesso a Ostia, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus e ha fato il punto sulla querelle legata alla Roma-Lido, che tanti disagi sta causando agli utenti ormai da qualche settimana. Sul caos legato alla Roma-Lido Esposito è chiaro: “E’ una vicenda che è figlia di incrostazioni. Ma il gioco dello scaricabarile non amo farlo, non serve a nessuno. Ci ho messo un po’ di tempo, ma ho capito che la situazione deriva da una serie di concause. L’esplosione del caos è derivato dallo sciopero bianco dei macchinisti, ma non voglio scaricare la colpa solo su di loro. Dico solo che lo sciopero bianco ha prodotto un effetto evidente, ha aumentato in maniera esponenziale la percentuale dei treni che non partono la mattina. C’è anche un problema strutturale, quella linea ha avuto dei treni che sono stati riadattati e non comprati per quella linea e le modifiche che hanno subito non sono state perfette. Da qui ai prossimi quindici giorni verranno inseriti due nuovi convogli e questo potrebbe dare un piccolo elemento di respiro. Entro la fine di agosto verrà inserito un ulteriore treno e si prevedono degli interventi strutturali anche sui treni, ad esempio per mettere l’aria condizionata”. Il problema, però, è strutturale: “E’ inutile vendere ai cittadini l’idea che questi interventi siano del tutto risolutivi. E’ necessario, che quella linea che oggi è di proprietà della regione, gestita da Comune e Atac, venga messa a bando. Cioè va fatta una gara per affidare la gestione o attraverso una proposta di project financing che mi risulta essere stata fatta da un gruppo italofrancese, che però deve essere valutata perché deve essere chiaro l’interesse pubblico, oppure se questa ipotesi non è praticabile bisogna fare una gara per dare in gestione questa linea, su cui servono almeno 200 milioni di investimenti. Privatizzarla? Non lo so, la gestione potrebbe vincerla anche Ferrovie dello Stato. Si tratta semplicemente di fare quello che avviene anche su altre tratte. Io non ho interesse per gli approcci ideologici, mi interessa che i cittadini che devono usufruire della Roma-Lido non viaggino come le bestie. Non potremo mai vendere i binari, si tratterebbe di dare la tratta in gestione, perchè siccome il pubblico i 200 milioni per fare gli interventi non li ha o li cerca sul mercato oppure continua a far viaggiare i passeggeri come bestie. I tempi dell’operazione? In entrambi i casi che ho prospettato, bisogna comunque fare una gara di tipo europeo, che comunque richiede, se si è molto bravi, non oltre l’anno. Chiunque dice che il problema può prendersi in breve tempo racconta delle bugie. Dobbiamo trasformare la Roma-Lido in una metropolitana di superficie, nel giro di due anni si potranno iniziare a vedere dei risultati. Nel frattempo, per il periodo giubilare, degli interventi d’emergenza cercheranno di rendere meno pesante la situazione,anche se già quando finirà lo sciopero bianco si avranno dei miglioramenti significativi”.  Sulla “pigrizia” dei dipendenti pubblici e comunale: “Sono d’accordo con chi pensa che alcuni dipendenti del comune di Roma debbano smetterla di essere un po’ troppo pigri. Le forme di sciopero bianco cui stiamo assistendo non sono accettabili. Il dipendente pubblico è al servizio del cittadino, non lo può rendere ostaggio. I suoi diritti sono sacrosanti, ma i cittadini non possono subire le conseguenze delle sue rimostranze. Lo sciopero del 27 luglio ad esempio non è accettabile. Lo dico da dipendente pubblico. Certi comportamenti non sono accettabili”. In chiusura di collegamento, Esposito ha raccontato un aneddoto di cui è stato protagonista, insieme all’assessore alla Legalità Sabella, con due vigili urbani: “Eravamo a bere una birra dopo una giornata di lavoro. Sarà stata l’una di notte, eravamo io e Sabella, passeggiavamo. Abbiamo visto una serie di venditori abusivi, Sabella ha visto la macchina dei vigili, si è avvicinato e ha chiesto ai vigili perché non intervenivano. I vigili, che non lo hanno riconosciuto, all’inizio gli hanno chiesto chi fosse. Poi, quando Sabella si è qualificato, hanno risposto che erano solo in due e Sabella gli ha detto che anche se erano solo in due avrebbero dovuto iniziare a camminare. Ecco, ognuno deve fare la propria parte. Iniziare a camminare. Fare il proprio dovere”.

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