Ostia, Pm chiede condanna per Carmine Fasciani e altri 11

22/7/2015 – Quasi 60 anni di carcere. È la somma delle richieste di condanna avanzate dai pubblici ministeri Iaria Calò e Carlo Lasperanza nei confronti di dodici imputati, vicini o appartenenti alla famiglia Fasciani, accusati di intestazione fittizia aggravata dal metodo mafioso. In particolare, la procura ha sollecitato la condanna di Carmine Fasciani (dieci anni di reclusione, più 3 anni di libertà vigilata a fine pena) Silvia Franca Bartoli, moglie di Carmine (8 anni, più 3 in libertà vigilata) e per sua figlia Azzurra (7 anni, più tre in libertà vigilata). Sei anni di reclusione (più tre di libertà vigilata) sono stati chiesti per Mirko Mazziotti; 5 per i fratelli Fabio e Davide Talamoni e Daniele Mazzini (più due anni di libertà vigilata); quattro per Fabrizio Sinceri (più due anni di libertà vigilata). Di tre anni e otto mesi (più due anni di libertà vigilata) è, infine, la richiesta di condanna per Francesco Palazzi, Gabriella Romani, Marzia Salvi e Marco D’Agostino. Gli imputati, sono accusati dell’intestazione fittizia di alcuni stabilimenti balneari, ristoranti, società, bar, tutti riconducibili alla famiglia Fasciani. “Il metodo mafioso, rappresentato dall’esazione del pizzo e dall’intimidazione di terzi con l’uso delle armi o comunque della violenza – hanno affermato i pm – ha consentito a questa organizzazione criminosa di infiltrarsi nel territorio, di ridurre la popolazione soggiogata all’omertà e all’assoggettamento, di sfruttare quella zona grigia, rappresentata dall’ausilio fornito da chi sapeva ma ha preferito far finta di niente per trarne comunque beneficio, come commercialisti, direttori di banca, amministratori e esponente politici, imprenditori collusi, per portare avanti i propri affari. Con una mano si facevano gli investimenti e con l’altra si sparava, un impegno spesso concomitante e contestuale”.

 

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