Ostia, a 14 pregiudicati la cura del verde del X Municipio

1/7/2015 – Saranno 14 condannati, sottoposti a misure alternative al carcere i nuovi giardinieri del X Municipio. L’annuncio è arrivato questa mattina nel corso dell’incontro nell’aula Massimo Di Somma di via Claudio che ha sancito la firma della convenzione tra dall’Uepe (Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna di Roma e Latina) e il X Municipio. Un’iniziativa unica in Italia, partita ufficialmente con la consegna ai lavoratori dell’abbigliamento e degli attrezzi da lavoro che hanno iniziato ad usare già in mattinata nel parco di via Pietro Rosa. A siglare l’accordo l’Assessore Alfonso Sabella, delegato per il X Municipio di Roma, la dottoressa Cinzia Esposito, direttore dell’Ufficio Ambiente del Municipio e la dottoressa Emilia Turiano del Ministero della Giustizia, Direttore dell’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna di Roma e Latina.
Tre i mesi di durata del progetto pilota, del costo di 65mila euro, che vedrà i 14 pregiudicati, divisi in due squadre, occuparsi della cura del verde,  della pulizia e della manutenzione di strade, parchi e giardini oltre alle aree limitrofe alla riserva naturale di Castelporziano.

A scegliere i lavoratori, 12 uomini e 2 donne, è stato l’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna che ha effettuato la cernita tra quelli affidati in prova ai servizi sociali, residenti nel Comune di Roma, e inoccupati.

“Il lavoro – ha spiegato la dottoressa Turiano – non è soltanto una necessità di vita ma ha anche una forte valenza di trattamento e svolge una importante funzione rieducativa. Il lavoro aiuta le persone a non commettere nuovi reati ed consente quindi di avere un territorio più sicuro. Queste persone sono libere, non hanno restrizioni nei movimenti se non alcuni negli orari notturni”.

“Non siamo qui per parlare di recupero sociale ma di un’operazione di riavvicinamento di queste persone alla società civile. Persone che – ha sottolineato l’Assessore Sabella – per amore di onestà e trasparenza voglio sottolineare che al momento conosco solo il numero delle scarpe. L’amministrazione – ha spiegato l’Assessore Sabella – non ha affrontato alcun costo di intermediazione, i lavoratori saranno retribuiti attraverso i buoni di lavoro che sono stati acquistati direttamente dall’INPS. E’ stato così conseguito un considerevole risparmio di cui si avvantaggeranno anche i lavoratori, che riceveranno l’intera somma stanziata, al netto dei soli costi previdenziali ed assicurativi. Si tratta – ha concluso l’Assessore – di un primo importante esperimento che se, come sono sicuro, darà i risultati sperati potrà essere replicato in altre occasioni, a cominciare dal Giubileo della Misericordia. In questo Municipio ho trovato il decoro ai minimi termini, sono sicuro che riusciremo a dare buoni risultati perché le persone scelte hanno voglia di fare e, sottoposti ad un’accurata valutazione, hanno tutte le qualità per affrontare al meglio questa iniziativa.

Marco Possanzini, Coordinatore SEL Municipio X – Un progetto importante che punta alla riabilitazione e al reinserimento sociale di chi ha sbagliato e sta pagando per le illegalità commesse. Non è semplice per un ex detenuto riabilitarsi e intraprendere una vita normale così come non è facile per chi è senza lavoro trovare un’occupazione. E’ sbagliato strumentalizzare questo tema riconducendolo all’ennesimo scontro fra gli ultimi contro i penultimi. La crisi economica ha svaligiato di felicità e di serenità la vita di tutti noi, non risolveremo nulla alimentando la guerra degli stracci. Inoltre la crisi occupazionale e il pregiudizio consegnano nelle mani della criminalità, troppo spesso, chi invece vorrebbe vivere onestamente. Uno strumento come le borse lavoro deve diventare strutturale, deve essere finanziato e irrobustito, deve essere utilizzato per aiutare attraverso l’inserimento nel mondo del lavoro chi oggi, per ragioni anagrafiche, penali, congiunturali, si ritrova ultimo fra gli ultimi. Non dimentichiamo inoltre che la criminalità organizzata si nutre del disagio degli ultimi, lo sfrutta, lo utilizza per costruire lo “stato parallelo”. Per combattere le mafie dobbiamo capire, approfondire, il welfare parallelo delle mafie stesse. La malavita offre una lista di servizi infinita e si alimenta all’interno di un sistema economico in profonda crisi sfruttando il disagio sociale per ricavarne profitto. Sconfiggere la criminalità, combattere l’illegalità, significa anche spezzare questa catena utilizzando ad esempio le borse lavoro, costruendo delle politiche attive di reinserimento dei detenuti, introducendo nel nostro paese uno strumento come il reddito minimo garantito, per tutti.

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