Fiumicino, concluse le indagini sul porto turistico, avvisi a 15 persone

15/7/2015 – Quindici avvisi di conclusioni delle indagini sono stati notificati nell’ambito dell’operazione ‘Maremossò, coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice, sul porto turistico di Fiumicino. Tra gli indagati l’ex sindaco di Fiumicino Mario Canapini e un ex funzionario regionale.
“Le complesse ed articolate investigazioni, eseguite dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma, avevano già portato – si legge in una nota della Gdf – nel novembre del 2012, al sequestro dell’intera area di cantiere, pari a circa un milione di metri quadrati, del realizzando Porto Turistico di Fiumicino, detto anche ‘Porto della Concordia”, destinato a divenire, a livello europeo, uno dei più importanti approdi turistici del Mediterraneo, con una capacità ricettiva di circa 1.500 posti barca, e all’arresto, nel marzo del 2013, del ‘dominus’ del gruppo Acqua Marcia, cui apparteneva la società General contractor, e di un altro soggetto di sua fiducia, legale rappresentante di diritto di alcune società del citato gruppo societario”.
Dagli accertamenti, spiegano i finanzieri, sono emerse “numerose, ulteriori condotte illecite, poste in essere anche da funzionari pubblici”. Nel prosieguo delle indagini, l’attenzione degli investigatori si è concentrata, proseguono le Fiamme Gialle, “sull’intero iter amministrativo finalizzato al rilascio della concessione demaniale marittima per la realizzazione della citata opera portuale”.”In particolare – spiega ancora la Guardia di Finanza – attraverso l’esecuzione di numerose perquisizioni locali, l’acquisizione di documenti presso gli Enti Pubblici interessati alla vicenda e l’escussione di decine di persone informate sui fatti, è stato appurato come fra gli uffici comunali ed i soggetti economici privati interessati all’ottenimento della concessione demaniale marittima per la realizzazione e la gestione del Porto Turistico di Fiumicino vi fosse stata una continua interlocuzione, avvenuta anche attraverso l’impropria condivisione dei files afferenti atti di natura amministrativa di esclusiva competenza comunale (decreti del Sindaco, note del Comune, bozze di delibere di giunta) ed anche regionale (bozze di atto di concessione demaniale), prima che gli stessi fossero formalizzati”.
“Proprio con riferimento alla predisposizione di tali atti sono indagati, per abuso d’ufficio, l’ex sindaco di Fiumicino e un ex funzionario regionale”, continua la Gdf. Le accuse rivolte all’ex primo cittadino sono di “aver predisposto, pur non essendo di sua competenza, il testo della bozza di Accordo di Programma sulla base del quale il secondo aveva rilasciato, in nome e per conto della Regione Lazio, la concessione demaniale marittima, in cui, peraltro, la durata della stessa veniva indebitamente portata da 50 a 90 anni, contrariamente a quanto previsto dal piano economico-finanziario allegato al Progetto definitivo relativo al Nuovo Porto Turistico di Fiumicino, con ciò procurando un ingiusto vantaggio patrimoniale alla concessionaria ed un rilevante danno allo stesso Ente, che, alla scadenza del predetto termine, avrebbe dovuto riacquisire la disponibilità delle aree in concessione”. Al funzionario regionale, unitamente al suo predecessore nella carica di Direttore del Dipartimento Istituzionale e Territorio della Regione Lazio, è contestato il reato di abuso d’ufficio “anche per aver omesso – spiega la Gdf – di istituire la Commissione di Vigilanza e Collaudo, organo tecnico che avrebbe dovuto vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori, per la mancata escussione delle polizze fideiussorie rilasciate dalla concessionaria a garanzia della regolare esecuzione dei lavori nonché per la mancata attivazione delle procedure volte alla revoca della stessa concessione”. “Per la medesima fattispecie delittuosa, inoltre – prosegue la Gdf – sono indagati l’amministratore unico ed il presidente del Cda pro-tempore del socio pubblico della concessionaria, unitamente al legale rappresentante della relativa controllante, società a totale partecipazione pubblica”. Sono stati segnalati, infine, alla competente Procura Regionale della Corte dei Conti, comportamenti potenzialmente rilevanti sotto il profilo del danno erariale, stimato in oltre 550 milioni di euro.

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