Ostia, la palestra Femus Art School torna a Roma Capitale. Saldate le saracinesche

4/6/2015 – Da questa mattina via Forni ad Ostia è presidiata da agenti del X Gruppo della Polizia Locale di Roma Capitale e della Polizia di Stato. A quanto si apprende si sta attendendo l’arrivo di addetti del Comune per sostituire la serratura dell’ingresso della palestra Femus Art School dopo il tentativo non riuscito fatto ieri sera da un istruttore amministrativo del Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale. L’immobile di proprietà del Comune, occupato abusivamente dai titolari della palestra tra cui Elisabetta Ascani e il compagno Roberto Spada, era stato sequestrato lo scorso 15 maggio e dissequestrato il 1 giugno. I titolari avevano 30 giorni di tempo per liberare i locali. La vicenda si è complicata dopo il dissequestro quando le chiavi della palestra sono state riconsegnate ai gestori che affiancati dal loro legale hanno deciso di non riconsegnarle “perchè manca un atto nel quale si chiede formalmente la riconsegna delle chiavi”.

AGGIORNAMENTO – Si è conclusa alle 15 circa l’operazione di consegna delle chiavi della palestra Femus Art School di via Forni a Ostia. Dopo aver saldato le saracinesche che affacciano sulla strada, l’operaio incaricato dal Comune, ha sostituito le serrature dell’ingresso principale. Le operazioni si sono svolte sotto la supervisione di un rappresentante del Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale che ha ripreso in consegna l’immobile. Nei prossimi giorni verrà stabilito con i gestori della palestra un calendario per permettere loro di portare via, entro 30 giorni, tutto il materiale presente all’interno. La titolare della palestra, Elisabetta Ascani, ha assistito allo svolgimento dei lavori. Due pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale e della Polizia di Stato rimarranno sul posto a presidiare l’ingresso dell’immobile almeno fino a questa sera. La strada è stata riaperta al transito. Non si sono registrate contestazioni da parte dei titolari della palestra, nè dei residenti del quartiere che sono rimasti a guardare dietro il cordone di Polizia o affacciati ai balconi dei palazzi.

 

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