Infernetto, massacra di botte la moglie davanti al figlio di 9 anni

29/6/2015 – Ancora una donna massacrata di botte. E’ accaduto domenica sera all’Infernetto. Nel corso della serata al 113 è arrivata la telefonata di un uomo preoccupato per le urla strazianti e per il pianto del bambino che giungevano dall’appartamento accanto al suo. Immediata la segnalazione ai poliziotti del Commissariato Lido che in pochi minuti sono arrivati nell’appartamento. Qui gli uomini della volante Lido 1 diretti dal dottor Antonio Franco e la volante che ogni notte da Roma viene inviata a supporto sul territorio del X Municipio si sono trovati davanti ad uno scenario di quelli difficili da dimenticare. La donna, polacca di 52 anni, riversa in terra, sanguinante e stretto al petto il figlio in lacrime, sconvolto per quello a cui aveva dovuto assistere. Tutto intorno la devastazione. Sedie ribaltate, suppellettili distrutti e nella stanza accanto il marito della donna, connazionale di 50 anni, completamente stravolto dall’alcool. Alla vista dei poliziotti l’uomo ha cercato di fuggire aggredendo gli agenti con quella stessa violenza che fino a poco prima aveva scaricato contro la moglie. Una violenta colluttazione quella che ne è nata e che solo dopo alcuni attimi è terminata con le manette ai polsi del bruto.

Trasportata in ospedale i sanitari del G.B. Grassi hanno stilato per lei una prognosi di 25 giorni a causa delle tumefazioni al volto e la frattura al naso. Diverse le contusioni anche alle braccia. La donna ha rifiutato il ricovero in ospedale per poter restare con il figlio sotto shock per aver visto il padre picchiare la madre. Cinque giorni di riposo è invece la prognosi che i medici del pronto soccorso hanno stilato per i poliziotti. Per il 50enne, accompagnato presso il Commissariato di via Zerbi in attesa della convalida del fermo si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli. Un’attitudine non nuova quello dell’uomo ad alzare le mani. Nel corso degli accertamenti degli uomini del dottor Franco è emerso che già nel 2006 e poi nel 2009 la donna era stata vittima della violenza dell’uomo.

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