Axa, “Il costo dell’immondizia lasciata per terra”

3/6/2015 – “Domenica 31 maggio. Via Eschilo (altezza Centro Commerciale Colombo). Ore 11:30. Sono trascorse appena due ore dal passaggio dell’AMA, ma i cassonetti sono già stracolmi, inzeppati fino all’inverosimile dagli abitanti dei quartieri intorno all’Axa in cui vige il servizio “porta-a-porta”, ma che vengono a buttare qui l’immondizia non raccolta a domicilio da ben 5 giorni”. A parlare è Maurizio Giandinoto, consigliere del consorzio Axa. “In gergo tecnico, le zone in cui sopravvivono i cassonetti, come il quartiere Axa, vengono chiamate “aree cuscinetto”, che servono cioè a “compensare” il  malfunzionamento – previsto in partenza – del servizio “porta-a-porta” e che nel giro di poche ore trasformano le strade in vere e proprie discariche a cielo aperto, data l’assoluta incapacità ricettiva, a fronte della quantità esuberante di immondizia non raccolta. Incapacità ricettiva che, per giunta, fornisce una sorta di alibi a chi, poi, trovando i cassonetti strapieni, non si fa scrupolo a buttarla per terra. Ricordo a questo proposito – prosegue Giandinoto – che buttare l’immondizia per terra è un reato: chi viene colto in flagrante ad abbandonare in terra rifiuti ritenuti non pericolosi e non ingombranti, ammesso e tutt’altro che concesso ci fosse effettivamente un controllo, potrebbe beccarsi la prevista sanzione amministrativa, da 105,00 a 620,00 euro.
Così, come ho già fatto diverse volte, armato di cellulare, senso del dovere e di una abbondante dose di scemenza visto che vado sempre incontro a valanghe di insulti di ogni genere e persino minacce, mi sono fermato una ventina di minuti davanti ai cassonetti di via Senofane e a quelli di via Eschilo, al quartiere Axa, pronto a contare tutti quelli che si fermavano per scaricare qui l’immondizia, a valutarne approssimativamente la quantità ed ad “immortalare” in fotografia chi la buttava per terra. Il risultato, come sempre, è stato sconfortante: in 20 minuti ben 43 persone (più di 2 “scaricatori” al minuto!) hanno fermato l’auto davanti ai cassonetti per buttare mediamente un sacco grande di immondizia. Circa 1 mc ciascuno. Di questi 43, i primi 30/35 hanno finito di riempire i cassonetti, tutti gli altri hanno lasciato i sacchi per terra, incuranti dell’inciviltà del gesto, degli inevitabili risvolti igienici negativi, della possibilità di una multa e soprattutto fregandosene altamente di chi in quelle zone ci abita e, essendo proprietario delle strade, poi per ripulirle deve pagare due volte – altra assurdità! – una al Consorzio Axa e una all’Ama. Sembra già tanto, persino troppo, invece c’è di molto peggio.
Quanto pesa sul valore delle case lo spettacolo indecente dell’immondizia che si accumula tutti i giorni sulle strade? Dopo aver consultato diverse agenzie immobiliari di zona, la cifra è: – 18%. Vuol dire che una casa che fino a qualche anno fa sul mercato valeva, tanto per fare un esempio, 400.000 euro, ora a causa dell’immondizia, ne vale 328.000, con una perdita secca di 72.000 euro! Quanto basta per una “class action” contro l’Ama e richiedere i danni! Tanto più che i “geni” che hanno deciso l’introduzione del metodo di raccolta “porta-a-porta” ne prevedevano in partenza il fallimento, al punto da lasciare appositamente dei “quartieri cuscinetto” dove accumulare l’immondizia non raccolta, pur sapendo che si sarebbero trasformati in altrettante discariche. Se poi, a questa perdita di valore del -18% dovuta all’immondizia ci si aggiungono gli effetti della crisi economica, della recessione, delle tasse e di alcune scelte politiche discutibili, le nostre case complessivamente hanno perso più del  40% del loro valore!”

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