Varchi, quali conseguenze? Parla il gestore del Battistini

18/5/2015 – Il problema dei varchi si protrae nel tempo. La cosa sembrava aver avuto termine con la decisione finale da parte del Comune di Roma di aprire ulteriori accessi pubblici quest’anno. Ma dall’altra parte della barricata, la levata di scudi continua ad esserci e sono i gestori degli stabilimenti a non essere soddisfatti della decisione dell’Amministrazione capitolina. Tra di loro Silvana Maria Taraborrelli, gestore dello stabilimento balneare Battistini, il primo creato sul Lido, risalente al 1919 e adiacente al varco pubblico aperto l’anno scorso al Pontile di Ostia.
“Abbiamo dimostrato piena collaborazione con l’Amministrazione per l’apertura dei varchi – ha sottolineato la signora Taraborrelli -. Nonostante io abbia permesso sempre, a tutti coloro che lo richiedevano, di accedere alla battigia attraverso l’ingresso principale”.
I problemi dovuti all’apertura del passaggio pubblico, non sono solo di un minore flusso di utenza per gli stabilimenti. “L’apertura del varco ha creato grossi problemi di igiene, dovuta all’inciviltà degli utenti che lo attraversano – ha insistito la signora Silvana -. Inoltre c’è il problema della sicurezza, dal momento che transitano dal varco pubblico, non vi è controllo continuo da parte dei gestori che non possono monitorare il flusso di gente. In più la poca e cattiva informazione data, su quello che si può o non si può fare sulla battigia, crea notevoli disagi agli assistenti bagnanti e al marinaio addetto al salvataggio. Che, tra l’altro, vengono giornalmente maltrattati e insultati”.
Altro capitolo è quello legato alle perdite economiche che ne possono derivare. “I casotti e gli ombrelloni, siti sul lato del Pontile, non si riescono ad affittare, questo ha creato una perdita del 30% sul flusso dell’utenza rispetto agli altri anni”, ha spiegato il gestore del Battistini. “Che il mare sia di tutti è giusto – ha incalzato la signora Silvana -, ma che sia delle persone civili. E nonostante sia stata chiesta collaborazione con l’Amministrazione per essere coadiuvati nel controllo dell’utenza del varco, soprattutto per quanto riguarda le ore notturne, non abbiamo avuto riscontri di nessun tipo. Preciso che chi transita il varco, ha diritto a balneazione anche durante le ore serali, ma senza alcuna assistenza garantita. Quindi si crea un problema di sicurezza e incolumità pubblica”.
Ma quali sono le richieste che i gestori fanno all’Amministrazione, dato che ormai il dado dei varchi è tratto ed essi devono esserci per forza? “Chiediamo che ci sia una sinergia tra pubblico e privato, che ha sempre portato a buoni risultati – ha risposto la Taraborrelli -, ma in questo caso non abbiamo avuto riscontro alcuno dall’Amministrazione, alla quale chiediamo di aiutare i gestori a risolvere questo spinoso problema. Tutto ciò, tra l’altro, crea una cattiva immagine al turismo che si affaccia sul Litorale romano. I provvedimenti che fanno comodo all’Amministrazione – ha terminato pungente la Taraborrelli – non possono creare incombenze ai gestori. Sempre per ribadire che è necessaria una collaborazione”. (Ione Pierantonio)

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1 COMMENTO

  1. La scusa della sicurezza non regge.. le spiagge libere tutt’ora sono senza controlli notturni come è normale che sia.. se uno vuole farsi male può farlo in tanti modi. Per la sporcizia, nessuno ha mai detto che il comune non debba pulire il passaggio alla battigia, anzi.. e una volta risolto quel problema cade anche la scusa del 30% degli incassi in meno per il lato adiacente al varco, paradossalmente quel 30% vale così tanto che mi stupisco non l’abbiate pulito voi senza doverci rinunciare. Falso pure che avete sempre permesso l’ingresso gratuitamente senza far pagare l’ingresso… che concedere solo a chi vi fa notare che dovrebbe essere gratuito e dopo averci litigato.. insomma.. non ci provate.. l’accesso deve essere libero e gratuito senza dover entrare nello stabilimento ed essere soggetti a ricatti. Soprattutto per i turisti che non conoscendo le leggi, si fanno fregare e pagano per l’ingresso. Per i “disagi” di chi non rispetta i 5mt dalla battigia basta chiedere che venga cambiata la regola e allungati a 15 mt così da avere lo spazio per posare gli indumenti a terra e poter fare il bagno visto che è previsto l’utilizzo del mare nelle stesse regole di accesso.

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