LA PSICOLOGA – La separazione come opportunità evolutiva

18/5/2015 – “Non avrei mai pensato di dover vivere un dolore così forte, emozioni così negative, rabbia, disorientamento, il nero più assoluto. Ero cresciuto pensando che il matrimonio sarebbe dovuto essere per sempre … avevo lasciato nelle mani della mia ex moglie tutta la mia vita, per me così doveva essere, non avevo altri scenari avanti a me, mi occupavo del lavoro, del figlio quando potevo, amavo ciò che avevo e pensavo che sarebbe stato sempre così, allora mi fidavo di mia moglie… inizialmente pensavo che lei aveva tradito tutta la mia fiducia, che aveva mentito per tutto quel tempo, che aveva mentito nel farmi credere che mai avrebbe abbandonato i nostri progetti di invecchiare insieme… tutta la mia rabbia era diretta a lei e in parte a me che, come un idiota, mi ero fidato… lentamente ho compreso tante cose di noi, di me… ho scoperto che cambiare lavoro non è così impossibile, che stare con il mio piccolo è faticoso ma che ce la faccio più adesso di allora quando facevo tutto con lei, ho capito…..”

            La vita di ciascuno di noi inizia con una separazione e insieme con una evoluzione. Infatti fin dalla nascita il neonato si separa dalla madre ed inizia così, attraverso questa prima rottura del cordone ombelicale, il viaggio verso la vita. Questa separazione primaria viene definita “trauma della separazione originaria”. E’ un trauma del bambino ma contemporaneamente anche della madre che, attraverso questa scissione, rinasce con un sé diverso, cambiato, arricchito di una nuova esperienza inizialmente traumatica, di forte distacco ma nello stesso tempo intensa e con una grande potenza emotiva. Mettere al mondo un figlio è sicuramente un momento difficile e non a caso in questo periodo la madre deve passare attraverso la cosiddetta “depressione post partum”. E’ un periodo nel quale, anche per il padre, tutti gli schemi mentali vanno rivisti e riorganizzati; l’iniziale confusione deve portare ad una scoperta delle proprie capacità e risorse, per poi rinascere con un sé diverso, più fortificato, pronto a proteggere e reagire alle difficoltà della vita ma anche ad accogliere le novità e le evoluzioni positive che il vivere dona.

            Questo processo è molto simile a quello che succede quando avviene una separazione tra due coniugi che hanno condiviso per anni uno stesso progetto di vita e che decidono, o uno dei due decide, di separarsi. La separazione coniugale è sempre un momento doloroso, caratterizzato da una potente idea di fallimento personale e del progetto che si era costruito insieme al proprio compagno o compagna. C’è un iniziale trauma, sia per chi prende in maniera attiva la decisione sia per chi la “subisce”, collegato ad un periodo successivo fatto di notevoli difficoltà emotive, spesso con una forte chiusura relazionale e con una idea di sé come fallimentare. L’importante in tutte le separazioni è riuscire a distaccarsi da ciò che prima univa all’altro e passare così a una rinascita del proprio sé, scoprire che sotto ai propri “cocci” c’è la possibilità di tirare fuori se stessi con una nuova energia, una nuova possibilità di reagire, cogliendo il bello che la vita può dare.

            E’ vissuta con forti sensi di colpa anche verso i figli per tutti i cambiamenti a cui li si sottopone. Questi ultimi, dal loro canto, spesso vivono la separazione come perdita di un genitore, ancora oggi prevalentemente il padre, che si allontana dalla casa, dalle abitudini e dalle atmosfere familiari. E’ importante, invece, che entrambi i coniugi inizino a pensare alla separazione come momento di crescita non solo personale ma anche familiare, come possibilità per i figli di vedere i genitori più sereni in una dimensione di vita più soddisfacente piuttosto che rimanere incastrati in dinamiche familiari traumatiche, in conflitti di coppia interminabili e spesso latenti, percepiti solo dalla tensione che trapela dall’atmosfera che si respira a casa. Di sicuro anche per i figli la separazione diventa un modo di liberarsi da continue tensioni, dall’infelicità percepita sui volti dei propri genitori, dal senso di impotenza nel non poter fare nulla per loro. In questa ottica la separazione anche per i figli può essere un insegnamento di vita. Può insegnare loro che nella vita si può scegliere la strada della felicità, che niente è fisso e “per sempre”, che la vita è una continua scelta ed evoluzione personale e familiare.

Dottoressa Stefania Martina – psicologa, psicoterapeuta

Vuoi rivolgere una domanda alla dottoressa Martina? Scrivile a ostia@newsgo.it 

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here