Con il Cea alla scoperta di Macchiagrande e dei porti di Claudio e Traiano

5/2/2015 – Due interessanti appuntamenti quelli proposti per il fine settimana dal Cea, Centro di Educazione Ambientale della Riserva del Litorale Romano. Si inizia sabato, alle 10, con la visita nell’Oasi WWF di Macchiagrande, domenica invece alle ore 14.30, la Dott.ssa Buonamico condurrà a visitare i Porti di Claudio e Traiano a Fiumicino. La prenotazione per tutte le visite è obbligatoria al n. 06 50917817 (lun.-merc.- ven. e sabato ore 9.30-12.30)  oppure ai cellulari: 347 8238652  o 327 4564966.

Sabato 07/02/2015
Oasi WWF Macchiagrande
La vegetazione mediterranea
Appuntamento: Ore 10.00, ingresso Oasi, Via Castellammare (Fregene Sud)
Costo: 4€ ingresso (no soci WWF o residenti com.Fiumicino)+ 4€ visita

Macchiagrande di Fregene, oasi WWF dal 1986, rappresenta un’area molto importante dell’ambiente naturale residuo sopravvissuto all’assedio degli abitati di Fregene e Focene. Estesa 280 ettari, è caratterizzata da una grande varietà di ambienti: dal bosco di leccio, alle pinete a pino domestico, alle praterie un tempo coltivate; è notevole la presenza di un bosco igrofilo a leccio e alloro. I canali della bonifica e lo stagno di Focene, con i loro estesi canneti, rendono l’area sito di sosta per l’avifauna svernante e di passo. Vi troviamo nidificazioni del gruccione e sono presenti il falco pescatore, l’upupa e diversi rapaci notturni. Anche i mammiferi sono numerosi e comprendono l’istrice, popolazioni di volpi e di conigli selvatici. Il simbolo dell’Oasi è la tartaruga terrestre, Testudo hermanni. Tutta l’area è stata segnalata come Sito di Interesse Comunitario.

Domenica 08/02/2015
I Porti imperiali di Claudio e Traiano
Viaggi nella Roma Imperiale
Appuntamento: Ore 14.30 di fronte al Museo delle Navi, Via Guidoni (Fiumicino)
Costo: 5€ adulti, gratuita under18

Il complesso dei porti di Claudio (42-54 d.C.) e di Traiano (102-112 d.C.) rappresenta una delle meraviglie dell’ingegneria antica, il massimo esempio del genio portuale romano. Il primo porto fu fatto costruire per ovviare alle grandi difficoltà di accesso della foce naturale del Tevere, attuale Fiumara Grande, a causa di grandi banchi di sabbia formati dalle correnti. A questa esigenza se ne accompagnava probabilmente un’altra, liberando la foce si riusciva meglio a controllare i flussi di piena del fiume per salvaguardare Roma dalle inondazioni. Il bacino era esteso 90 ettari utili all’ormeggio di circa 250 navi. L’enorme bacino di Claudio presentò presto dei problemi di insabbiamento e di scarsa sicurezza per le navi, perciò Traiano lo ristrutturò facendo costruire un nuovo porto dotato di ampia darsena e di grandi magazzini. Il bacino di forma esagonale, ampio 32 ettari, si è perfettamente conservato. Il Porto fu dotato di numerosissime strutture adibite a magazzino e destinate al deposito delle derrate alimentari provenienti da tutte le province dell’Impero.

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