Oleodotto Civitavecchia-Fiumicino: “bene la seduta unificata” dichiarano i consiglieri Antonelli e Chiodi

23/01/2015 – All’indomani del consiglio straordinario tenutosi sul sequestro dell’oleodotto, i consiglieri comunali di Fiumicino Erica Antonelli (Pd) e Massimiliano Chiodi (Lista Civica Montino) esprimono, con una nota congiunta, grande soddisfazione sull’iniziativa intrapresa .

“Quanto accaduto a Fiumicino ci riguarda tutti – sottolineano i consiglieri – ed è giusto avviare un percorso unico per assicurare la messa in sicurezza dell’oleodotto ed evitare che nuove effrazioni possano danneggiare l’ambiente e mettere a rischio la salute dei cittadini. […] Bene l’iniziativa del presidente del consiglio di convocare una seduta ‘unificata’ con tutti i Comuni che si affacciano lungo la condotta Eni”. Grazie alla votazione dell’ordine del giorno, infatti, presto verrà costituita una Commissione straordinaria a cui parteciperanno i rappresentanti dei Comuni di Civitavecchia, Santa Marinella, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino e Roma e il cui compito sarà vigilare sulla messa in sicurezza dell’impianto promessa da Eni Spa. A seguire, il 10 febbraio, si terrà la Conferenza dei Servizi: in quella sede verrà valutato il piano di caratterizzazione propedeutico alle operazioni di bonifica.

“Come ho già dichiarato in aula – afferma Chiodi – dato l’alto numero di effrazioni, ben 15 dal 31 gennaio 2012 ad oggi, quell’oleodotto doveva già da tempo essere oggetto di una sistematica attività di protezione… e avremmo sicuramente potuto evitare un disastro ambientale di questa portata riuscendo a preservare un ambiente che… è già vessato da altri fattori. Come Presidente della Commissione Ambiente ho apprezzato molto la presenza in aula dei rappresentanti di altre Amministrazioni che, convocate dal Presidente del Consiglio comunale, hanno fortemente condiviso un ordine del giorno che guarda oltre i confini amministrativi e che richiama tutti ad un’attenta valutazione delle questioni ambientali, le stesse che le associazioni e i comitati del territorio hanno sempre e inequivocabilmente portato avanti”.
“La questione è certamente legata alla sicurezza, ai controlli e alla vigilanza degli impianti potenzialmente nocivi e pericolosi – prosegue la consigliera Antonelli – ma lasciatemi fare una digressione più generalizzata: sono anche le scelte di politica energetica a fare la differenza, ad indirizzare investimenti, produzioni  e consumi. E se ancora oggi, in un paese come l’Italia, paese di sole e di vento, si parla di costruire nuovi oleodotti, di ricercare petrolio o coltivare idrocarburi siamo di fronte ad un paradosso difficile da comprendere”.

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