Il Gip di Civitavecchia ordina il sequestro dell’oleodotto Civitavecchia – Fiumicino

03/01/2015 – A due mesi di distanza dai furti e conseguenti sversamenti di cherosene registratesi a novembre, il Gip del Tribunale di Civitavecchia, Massimo Marasca, ha disposto il sequestro dell’oleodotto Civitavecchia -Fiumicino. Le motivazioni alla base del sequestro si fondano sull’inadeguatezza dei sistemi di controllo previsti dall’Eni per sorvegliare la conduttura.

Sono stati i carabinieri del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente – Nucleo Operativo Ecologico di Roma e dell’Arma territoriale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, Procuratore Capo Gianfranco Amendola, ad aver eseguito il sequestro questa mattina stessa. Il decreto, con la sua conseguente attuazione, rappresenta certamente un atto cautelativo al fine di impedire potenziali altri inquinamenti ambientali, in attesa che venga posta un’adeguata vigilanza su tutta la conduttura da parte dell’Eni.

Il sequestro, rassicurano le forze dell’ordine, non avrà ripercussioni sul traffico aereo. Il procedimento rimane, attualmente, contro ignoti dunque le indagini continuano per l’identificazione degli autori dei furti.

Facciamo un passo indietro per ripercorrere tutta la vicenda.

In novembre scorso l’oleodotto che porta il cherosene da Civitavecchia a Fiumicino era stato più volte soggetto a furti di carburante. A seguito delle manomissioni si erano registrati sversamenti nelle acque e nei terreni circostanti le zone interessate provocando gravi danni ambientali a flora e fauna, tanto da far temere anche un possibile inquinamento marino. Data la moria di pesci, uccelli e mammiferi acquatici, il sindaco di Fiumicino Esterino Montino fu costretto a ordinanze urgenti per vietare caccia e pesca nelle zone interessate, nonché l’abbeveramento di animali o il consumo a uso umano delle acque inquinate.

Le aree furono immediatamente messe in sicurezza dall’Eni, proprietaria dell’oleodotto, per interrompere la fuoriuscita del carburante contenendo lo sversamento con ricorso a panne di sbarramento e assorbimento; tra l’altro anche l’Arpa Lazio è intervenuta nella vicenda con campionamenti dei terreni e delle acque per verificare i livelli di inquinamento di suolo, sottosuolo e fiumi.

A inizio dicembre, in risposta ad una serie interrogazioni parlamentari, il Governo riferì sulle verifiche e i controlli avviati dalla Guardia costiera sulle acque interessate dallo sversamento, con l’impiego di personale specializzato, mezzi navali e laboratorio ambientale mobile. A seguito dei controlli emerse che, grazie ai pronti interventi di contenimento, era stato possibile circoscrivere il cherosene all’interno del consorzio di bonifica nella zona del fosso Tre Cannelle, evitando così che arrivasse alla foce e, di conseguenza, al mare.

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