Fiumicino, interrogazione parlamentare sul nuovo porto commerciale

19/1/2015 – “Una “grande opera” che intende portare grandi danni. Si tratta del nuovo porto commerciale che alcuni vogliono costruire a Fiumicino – in primis, l’autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, autorità di diritto privato, che vedrà fondi pubblici ed europei per propri investimenti commerciali”. A parlare è il gruppo Amici di Beppe Grillo – Fiumicino. “Oltre a un “porto turistico” abbandonato come scempio, ora è in corso di approvazione il primo lotto del progetto del nuovo porto commerciale, da destinare ad attracco per unità da crociera e navi merci Ro-Ro e a darsena pescherecci. È l’ennesima “grande opera” che parte da un progetto sbagliato e irrealizzabile, soprattutto in quella sede, e che se realizzato produrrà con tutta certezza più danni che benefici e sprecherà inutilmente fondi pubblici. Abbiamo fatto un‘interrogazione parlamentare  (LINK ALL’INTERROGAZIONEattraverso i nostri portavoce alla Camera dei Deputati Michele Dell’Orco e Alessandro Di Battista. Nello specifico nell’interrogazione esponiamo e chiediamo sulle seguenti tematiche:
Il progetto presenta rilevanti problemi di impatto ambientale come risulta anche dalle innumerevoli prescrizioni ad oggi non risolte ma messe nero su bianco nei tre pareri espressi da Regione Lazio, Mi.B.A.C. e Ministero dell’Ambiente.
Chi pagherà per i danni da erosione della costa?
Fiumicino, insieme a Fregene e Ladispoli, risulta già ad esempio tra i Comuni della costa laziale maggiormente interessati del fenomeno dell’erosione con una quota di coste in arretramento compresa tra il 50% e il 67% e l’opera peggiorerà con tutta evidenza questo fenomeno.
Il sottosuolo di Fiumicino pieno di gas letali anche superficiali e qualità aria
Il porto – con un progetto da 178 milioni di euro – potrà portare il livello della qualità dell’area da buono a mediocre con punte sino a valori scadenti, in un’area densamente popolata e dove i cittadini sono già esposti a una qualità dell’aria mediocre per via della presenza della discarica di Malagrotta. Inoltre proprio nell’area di incidenza del porto durante i sondaggi e i carotaggi sono apparsi alcuni fenomeni di geyser che come è stato accertato provengono da una falda acquifera posizionata a 40-50 metri di profondità contenente gas, provenienti dai vulcani dei Castelli Romani, potenzialmente mortali.
La viabilità della zona è già attualmente gravemente carente
Proprio per questo la fattibilità dell’opera è subordinata, tra altro, alla realizzazione della rete infrastrutturale adeguata, prima dell’avvio dei lavori. Piccolo particolare però, che sembra essere sfuggito ai fautori e realizzatori del progetto, è che la maggior parte delle arterie coinvolte nella rete infrastrutturale da realizzare risultano trovarsi in zone con vincoli archeologici e la stessa Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio per il Lazio afferma che l’immediato intorno cittadino all’area portuale è “privo di adeguate arterie di comunicazione infrastrutturale e difficilmente adattabile in tal senso, considerato il “disordine” urbano con cui si è sviluppato negli ultimi decenni gran parte di quel territorio”.
I fondi che saranno stanziati al progetto saranno un buon investimento o sarà il solito spreco di soldi pubblici? E forse qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini di Fiumicino come mai si progetta la “grande opera” del porto commerciale quando quella del porto turistico è rimasta, a pochi chilometri più in là, incompleta, dopo la trasformazione del luogo in un cantiere abbandonato e l’arresto di un po’ di personaggi per appropriazione indebita di denaro pubblico”.

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