PAROLA AL LETTORE – Riflessioni sull’omicidio del piccolo Loris

Il dramma dell’assurda e tragica morte del piccolo Loris sta interrogando l’Italia. Anche il X Municipio di Roma ha voluto esprimere alcune qualificate riflessioni che possano servire, ancora una volta, a far sì che del sangue innocente non sia versato invano ma anzi possa trasformarsi in seme per una Società nuova dove l’orrore e la violenza pura non abbiano più posto.
Abbiamo chiesto innanzitutto un commento alla Dott.ssa Ornella BERGAMINI Presidente della Commissione Scuola del X Municipio di Roma e storica Dirigente Scolastico: “Provo una grande amarezza ed un immenso senso di impotenza. Da troppo tempo la violenza ci ‘sovrasta’, da troppo tempo donne e bambini pagano con la vita”.
Segue la dichiarazione del Presidente Nazionale dei Pedagogisti Educatori Italiani Dott. Alessandro PRISCIANDARO ma soprattutto, in questo caso è d’obbligo specificarlo, Pedagogista Siciliano:
“I bambini sono il bene più prezioso per una comunità che deve riprendere a proteggerli come un intero paese. Nelle nostre città stiamo smarrendo il senso del l’ovvio,  del sentirci tutti una comunità educante,  in cui i bambini devono essere protetti da tutti, osservati da tutti e chiunque deve sentire forte il dovere di segnalare  ogni episodio sospetto. I bambini hanno diritto di muoversi nel paese sicuri di uno sguardo protettivo, amati per quello che sono, destinati al futuro. La città deve riprendersi la cura educativa di tutti i suoi figli, i percorsi devono essere sicuri, pensati per i bambini, protetti dai malviventi. Non possiamo dimenticare che è il loro, il futuro che aspettiamo.”
Molto importante anche il commento del Presidente della Commissione al Sociale in X Giovanni ZANNOLA perché da dei riferimenti anche strumentali:
“Sono rimasto di ghiaccio nell’apprendere la notizia dell’ omicidio del piccolo Andrea Loris perché mi ha richiamato alla memoria una tragedia molto simile vissuta tanto tempo fa. Dopo molti anni, facendo tesoro dell’esperienza, il nostro Territorio deve dire con forza che innanzitutto una Città non deve nascondersi ma è necessario parlare. A livello tecnico bisogna ampliare gli Strumenti Educativi per le Scuole e le Famiglie per capire e comprendere alcuni atteggiamenti dei bambini sintomatici di un disagio e che esprimono attraverso gesti, situazioni e parole che aiutano a prevenire piuttosto che curare. Ogni Scuola deve essere dotata di uno Psicologo, i Docenti devono poter svolgere Corsi di Aggiornamento sul tema  e i Genitori devono fare squadra tra di loro ed essere più uniti. Sul piano Istituzionale occorre un Coordinamento più forte tra le Istituzioni che gravitano intorno ai Minori in primis le Famiglie: Scuola, Servizio Sociale, Asl, Forze dell’Ordine, Magistratura,  una Equipé Educativa  a tutela di Infanzia e Adolescenza.”
Abbiamo ricevuto anche lil prezioso contributo del Coordinatore Regionale Pedagogisti ed Educatori Italiani Dott. Paolo DE LEO:
“Oggi più che mai è necessario valorizzare con maggiore forza i diritti e i bisogni educativi  dell’infanzia. Tale intento è possibile perseguirlo attraverso la realizzazione di un nuovo “patto educativo” che coinvolga le istituzioni, le famiglie, le scuole e tutte le associazioni. Tra gli obiettivi dovrà esserci anche quello di rendere le città più sicure e vivibili dove i “nostri” bambini potranno crescere sereni.”
Conclude il Referente Locale A.P.E.I. Stefano DI TOMASSI :
“Di nuovo un bambino ‘non trova più la strada di casa e si perde nel bosco’, è, con molta probabilità, vittima di un predatore in una Società Civile  troppo distratta, chiusa nei suoi Muri, nelle sue aule scolastiche, nei setting, negli studi, negli ambienti condivisi dai più, formalizzati e formalizzanti. Al di fuori di questi il mare del virtuale che ci fa perdere di vista un mondo di relazioni reali che possono sì farci veramente compagnia ma anche proteggerci. E invece le Città troppo spesso si dimostrano  impermeabili alla solitudine di chi ha difficoltà a farsi sentire, alla divergenza di chi non si allinea o non può farlo. Zone d’ombra pericolosissime, periferie esistenziali impossibili da presidiare con la forza armata o con il volontarismo emergenziale. Fuori dai luoghi comuni, nell’extrascuola frammentarizzato, sul territorio, per piazze, parchi e strade la presenza delle Istituzioni deve potersi arricchire di una rete socio pedagogica professionale e competente che si affianchi alle famiglie ove richiesto più o meno direttamente, che sappia intercettare il disagio, prevenire la tragedia, che sappia fare da ponte, che non lasci il campo ai predatori solitari o a quelli organizzati che nell’omertosa solitudine fanno le loro vittime o i loro proseliti. Più Unità di Strade Educative, ripristinare su scala Nazionale il Progetto/Servizio dei Maestri di Strada uscire ad affrontare sul campo la bestia che si nasconde nell’isolamento: occorre rafforzare le risorse professionali che sappiano essere una presenza connettiva tra  i luoghi comuni prima citati (scuola, asl, centri di culto, palestre…) , spesso separati, a volte troppo rigidi, freddi, chiusi nelle loro specificità, in protocolli burocratici lontani dalla realtà quotidiana, in qualche caso del tutto autoreferenziali. In questo modo sapremmo fare quadrato intorno alle persone più fragili o se avvertissimo in noi momenti di fragilità sapremmo guardarci intorno, trovare sentieri battuti e ritrovare la strada di casa senza che il buio possa raggiungerci, avvolgerci e farci sparire.”
Prosegue poi il Presidente della Commissione Giovani Municipale Filippo LANGE:
“La vicenda del piccolo bambino trucidato in quel modo barbaro probabilmente da una persona conosciuta ci lascia senza parole. Nessuno sembra sentirsi più al sicuro come effetto di questo atto assurdo. che richiama famiglie, scuola e comunità ad un controllo più serrato sull’infanzia, vale a dire un controllo civile del territorio che va incrementato per tutelare la nostra infanzia e prevenire i rischi di violenze contro i più indifesi”.
Segue la dichiarazione della dott.ssa Mirella NARI Dirigente Scolastico del nostro Territorio:
” Questa triste vicenda ci fa comprendere che l’attenzione non è mai sufficiente sotto tutti i punti di vista. Più attenti i Genitori, più l’Organizzazione, più la Società. Il ruolo della Scuola è fondamentale in questo ambito anche se dobbiamo stare attenti a non caricare di responsabilità che spettano anzi alle Famiglie. E’importante applicare le Leggi e far funzionare i Servizi che già ci sono. Tutto rimane molto legato alla Responsabilità Personale. Anche se ci fosse la sorveglianza armata il problema non si risolverebbe perché è legato alla Cultura e alla Coscienza Civica.”
Anche il mondo della Chiesa ha voluto esprimere il suo parere attraverso le parole di donSalvatore TANZILLO Parroco di Sant’Agostino Vescovo nella Zona Stagni del X Municipio di Roma:
“Abbiamo sentito un forte brivido ascoltando la orrenda fine del bambino di Ragusa. In questo periodo sentiamo spesso storie di orrore in varie parti del mondo. Mi sento di dire che non assuefarsi e sentirsi male per queste persone é già provare un forte sentimento di giustizia e innocenza violata. Finché si manterrà questa vigilanza nelle coscienze, questo sentire ribellione intima allora possiamo sperare.”
Per concludere abbiamo trovato la prontissima dichiarazione di Carlotta CHIARALUCE portavoce del Movimento Politico Casapound Litorale:
“Le riflessioni su questo terribile dramma della violenza hanno poco a che fare con i diversi schieramenti politici. I bambini non si toccano, sono indifesi e questo è un pensiero che dovrebbe appartenere a tutti indipendentemente dall’idea politica. I bambini sono quel poco di puro bello e pulito che è rimasto in questa società ammalata e vanno protetti rispettati e tutelati.La politica è prevedere leggi che li tutelino nei loro diritti. E noi adulti dovremmo sorvegliare affinché possano vivere la loro infanzia senza conoscere troppo presto la cattiveria che purtroppo esiste nel mondo: leggi serie e che li tutelino in concreto. Istituzioni forti e oltre alla Scuola  fondamentale è il ruolo della famiglia: una maggiore presenza dei genitori nelle vite dei figli che oggi troppo spesso manca.”

Associazione La Ciurma

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