Acilia, sopralluogo nel campo nomadi (FOTO)

29/12/2014 – Gli assessori alle Politiche sociali e alla Legalità e trasparenza Francesca Danese e Alfonso Sabella hanno visitato, ieri, il campo nomadi di via Ortolani ad Acilia contro il quale, nella notte tra venerdì e sabato, sono stati sparati dei colpi di arma da fuoco. Gli assessori capitolini accompagnati dall’assessore ai servizi sociali del X Municipio Emanuela Droghei e dai carabinieri hanno visitato le due case e il camper colpiti dai proiettili ed hanno parlato con alcune persone nel campo.
“Cercheremo di capire la situazione di disagio sociale che crea questo campo – ha detto Sabella – come poter aiutare gli abitanti del campo e della zona perchè fenomeni di questo tipo non accadano mai più. Certo sarà difficilissimo, stiamo cominciando a lavorare. Ma qualcosa senza dubbio faremo, qualcosa che possa essere efficace per la comunità rom e per le comunità locali. La sicurezza è la prima cosa è su questo qualcosina proveremo a fare. Sono tantissime le situazioni e purtroppo le forze di polizia hanno dei limiti di organico, orari, mezzi dobbiamo riuscire ad ottemperare tutte le esigenze. In questo momento questa situazione avrà un’attenzione particolare”.
“Siamo qui per capire cosa era successo e abbiamo voluto che fosse presente l’assessore municipale alle Politiche sociali perchè sempre più vogliamo come amministrazione che i protagonisti veri del territorio siano gli assessorati competenti: un lavoro di strategia congiunta – ha commentato Danese – Questi bambini devono tornare a scuola perchè se dobbiamo parlare di conciliazione e riconciliazione dei territori certamente questo è importante”.
“Ringrazio gli assessori Danese e Sabella – ha commentato Emanuela Droghei assessore al Welfare del X Municipio – per aver colto la drammaticità del momento ed aver fatto sentire la propria presenza. Sono soddisfatta che l’assessore Danese abbia sottolineato di dover coinvolgere maggiormente i territori nelle politiche sociali della città”?.
“Eravamo circondati. Due scooter e tre macchine correvano intorno al campo gridando ‘Zingari di merda vi ammazziamo tutti, vi diamo fuoco”. Questa la scena raccontata da alcuni testimoni della sparatoria. “Sono arrivati prima in due su uno scooter nero contromano da via Ortolani – raccontano nel campo – ed hanno sparato verso le nostre case, poi sono andati via e sono tornati insieme ad altri due su un’altra moto e sono partiti altri colpi sparati verso una terza casa che si trova vicino all’altro ingresso di via Ortolani. Mentre sparavano c’erano altre macchine tre, forse di più, gridavano dai finestrini aperti mentre erano in corsa. Erano senza caschi ma non siamo riusciti a vederli in faccia, siamo corsi al riparo il più in fretta possibile. Hanno continuato ad urlare insulti dal cavalcavia anche quando sul posto erano arrivati i carabinieri. Avevano delle voci profonde, più da adulti che da ragazzi”.
Un quindicenne mostra un graffio alla tempia e spiega di essersi trovato sulla traiettoria dei proiettili. “Sono vivo per miracolo – dice il ragazzino – un colpo mi ha preso di striscio mentre mi trovavo con altri amici a chiacchierare vicino al camper”. Nel camper colpito all’altezza della porta d’ingresso da due pallottole dormiva Martin mentre la sua famiglia era nella baracca a un paio di metri di distanza bersagliata da altri proiettili. “Dentro – racconta Martin visibilmente scosso – c’erano quattro dei miei sei figli. Poteva essere una strage, i colpi hanno attraversato le pareti di cartongesso all’altezza del saloncino dove c’erano i miei bambini. Come facciamo adesso a vivere tranquilli”.
Il sentimento che viene unanimemente manifestato e’ quello della paura. “Potrebbero tornare. Abbiamo bisogno di protezione”.

 

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