Sit in dei lavoratori Canados davanti la Federlazio

Sit in dei lavoratori Canados domani alle 10, davanti alla sede di Federlazio in via Libano 60, a Roma. Una battaglia che i dipendenti del cantiere navale stanno ormai portando avanti da quasi due mesi. Una lotta contro il pericolo di vedersi licenziare il 31 dicembre dopo tre anni di cassa integrazione.
“La Canados, impresa di cantieristica navale, a causa di una crisi di cui i lavoratori non hanno alcuna responsabilità, punta alla chiusura della società per liberarsi dei debiti e dei lavoratori per poi riprendere l’attività con un’altra società, dello stesso gruppo, senza debiti e con lavoratori precari. – spiegano in una nota i lavoratori – Non si tratta quindi di una azienda in crisi per ragioni di mercato: le commesse ci sono e quindi anche il lavoro, quello che manca è la volontà della proprietà di farsi carico dei lavoratori e dei loro diritti. E’ il solito gioco sporco dei padroni a cui, questa volta, i lavoratori hanno deciso di opporsi con un presidio, che dura ormai da 48 giorni, in difesa del posto di lavoro e della dignità. Giovedì 13 novembre ci sarà un nuovo incontro con l’azienda e, in assenza di serie garanzie sul futuro occupazionali dei lavoratori, la mobilitazione proseguirà con l’obbiettivo della costruzione di una rete di solidarietà a cui invitiamo ad aderire i cittadini, le realtà sociali e le forze politiche e sindacali del litorale e della città di Roma.
A seguito dei tanti attestati di solidarietà da parte della cittadinanza e di forze politiche e sociali, i lavoratori hanno deciso di trasformare tale solidarietà in concreto sostegno alla loro lotta e, – concludono la nota – per questo hanno deciso di costituire una cassa di resistenza, come strumento per attrezzarsi ad una lotta, che durerà tutto il tempo che servirà, fino al raggiungimento dell’obbiettivo della certezza del lavoro, per tutti i dipendenti Canados”.
Tra le tante dimostrazioni di solidarietà quella del Prc del X Municipio. “Tutto il Prc Romano sostiene la lotta dei lavoratori Cassaintegrati Canados yacht. La dobbiamo sostenere non solo su facebook ma nella pratica. Questo vuol dire – spiega la nota del Prc – dargli supporto pratico e materiale, diffondere la loro lotta tra tutti i nostri contatti, far capire a tutti i nostri conoscenti che la Canados è un esempio concreto di quello che potrà succedere a tutti i lavoratori (di qualsiasi settore) nei prossimi anni. La Canados è un’azienda che produce yacht di lusso, settore che nonostante la crisi economica è tra i meno colpiti. I ricchi – e cioè coloro che si possono permettere uno yacht di lusso – non sono diminuiti in questi anni, ma anzi aumentano continuamente. La Canados è quindi un’azienda che ha un mercato potenziale sicuramente in espansione. Nonostante ciò, l’azienda ha deciso di licenziare 72 lavoratori. Il motivo di questo licenziamento è chiaro: vogliono disfarsi di 72 lavoratori che dal loro punto di vista sono un costo troppo alto nel loro bilancio economico. Vogliono, cioè, aumentare i loro profitti. Per fare ciò hanno creato una “bad company” – come si dice nel gergo economico – dove lasciare questi 72 lavoratori, e dove mettere i debiti che l’azienda ha contratto. Questo gli permetterà, grazie alla riforma dell’Articolo 18, di dichiarare fallimento, e quindi di licenziare per giusta causa “economica” i 72 lavoratori. Il problema è evidente: un’azienda sana, che ha margini economici di miglioramento, può senza problemi disfarsi di 72 lavoratori, e mettere per strada 72 famiglie. Basta creare un’azienda fantoccio, caricare su questa tutti i costi di gestione dell’impresa (e mettere invece le entrate sull’altra azienda “sana” appositamente creata), rendere i lavoratori considerati di troppo dipendenti dell’azienda fantoccio, ed il gioco è fatto. Questo non è più possibile, non è più accettabile. Siamo anni che lottiamo per i diritti dei lavoratori, per un lavoro migliore e dignitoso. Ma ciò non ha prodotto nessun risultato. Ora è necessario che ogni lavoratore comprenda che oggi è toccato a qualcun altro, ma domani potrà toccare a lui. Chi fa impresa in Italia – i padroni – non sente su di se nessuna responsabilità sociale, non ha nessun interesse a salvaguardare la vita dei lavoratori e dei loro familiari. Il loro unico interesse è aumentare il proprio profitto. Per questo – conclude il Prc – è importante sostenere i lavoratori della Canados, come di ogni altro lavoratore che si trova in questa situazione. Perché dobbiamo difendere il diritto al lavoro, alla dignità umana. Non possiamo accettare passivamente che venga considerato più importante il maggior profitto di pochi, contro l’interesse di molti. Diamoci da fare affinché ogni realtà territoriale e cittadina sostenga la lotta dei lavoratori della Canados, che sono in presidio permanente di fronte alla loro azienda da 48 giorni. La loro lotta, deve essere la lotta di tutti noi”.

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