In scena “Il violino scordato di Eduardo”

Il Gruppo recital 2010 metterà in scena, presso il teatro Don Mario Torregrossa, sabato 22 novembre alle 17 “Il violino scordato di Eduardo”, scritto e diretto da Augusto Benemeglio. Si tratta di un omaggio al commediografo napoletano, in occasione del 30° anniversario dalla morte, avvenuta proprio a Roma il 31 ottobre 1984, che ripercorre le tappe della sua vita e della sua inarrivabile arte. “Eduardo è un autore che si aggiunge alla collana dei nostri grandi personaggi (siamo partiti da Neruda per arrivare a Beckett e Cechov), – spiegano dal Gruppo recital 2010 – un autore per il quale io stravedo da sempre. Come si fa a dimenticare ad esempio “Natale in casa Cupiello”? e poi via via Napoli milionaria, Filumena Marturano, Questi fantasmi, fino all’ultima sua opera “Gli esami non finiscono mai”, tutte opere di cui godremo qualche frammento, grazie agli attori-lettori del Gruppo: Marcello Sardella, Vilsa Scognamiglio, Carlo Ninni, Fabio Pizzardi, Antonella Napoletano, Lucio Leonardi, Roberta Zucchetti, Giuseppe Rasi, Piero Girardi e Valeria Vezzil. Inoltre ci sarà la partecipazione straordinaria di Adriana Torricella nella parte di Filumena Marturano.

Ma chiediamo all’autore il perché di questo titolo così criptico: “Il violino scordato”.
Non posso svelarlo, altrimenti – un po’ come capita nei gialli – si perderebbe il senso del mistero, il gusto di scoprire… l’assassino… Però posso dire che la storia del violino non è una mia invenzione, c’è stato qualcuno che me l’ha raccontata e io l’ho solo un po’… rielaborata.

Tra i frammenti delle opere più significative di Eduardo, c’è anche qualcosa di più leggero, diciamo di comico, no?
Certo, la farsa “Pericolosamente”, un classico nel suo genere , in cui ci sarà da sbellicarsi dalla risate, con grande soddisfazione di parte del nostro pubblico che ogni volta che finiamo uno spettacolo me lo chiede e quasi me lo implora.

Ma dobbiamo dire che tutto il primo teatro della compagnia “I De Filippo” era costituito da farse, anche lo stesso “Natale in casa Cupiello” nacque come tale, vero?
Sì, è così. Ma a partire dal dopoguerra, dopo una memorabile litigata col fratello Peppino, Eduardo sceglierà – come dice lui stesso, – di fare commedie tragiche, staccandosi dalla compagnia dei De Filippo per elevarsi a drammaturgo civile del nostro tempo, toccando problematiche che fanno capo sempre al conflitto tra individuo e società, sul filo di un’ambiguità eminentemente teatrale e squisitamente napoletana, ma che assume aspetti universali.

A proposito del dialetto napoletano, come la mettiamo con gli attori, a parte Adriana Torricella, che è napoletana verace?
Nel nostro Gruppo il napoletano è una lingua praticamente sconosciuta. Adotteremo una sorta di bilinguismo, nel senso che ci sarà un po’ di napoletano, e molto italiano, ma cercheremo comunque un’unità linguistica tutta nostra, insomma spero che ci faremo capire chiedendo comprensione ai napoletani che fanno parte del nostro pubblico. Va detto, per completare il cast, che, come sempre, la scenografia è di Raffaele Greco, i tecnici del suono sono Claudio Altigieri, Marco Mininno, Piero Girardi e Raffaele Greco. Le scelte musicali di Emanuela Bianchi, le foto di scena di Nunzio Pallotta. Inoltre avremo per la prima volta sulla nostra scena il giovanissimo violinista Michele Marziliano e la cantante Angela Buonocore, che eseguirà alcune classiche canzoni napoletane.

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