Ancora un picchetto contro lo sfratto a viale Vasco De Gama

21/10/2014 – Ancora una famiglia sotto sfratto e ancora una volta il movimento “Sportello di lotta per la casa Ostia” sarà al fianco della famiglia che venerdì in viale Vasco de Gama rischia di vedersi buttare in mezzo ad una strada. “Una storia, la loro, simile a quella di tante famiglie, cui viene a mancare uno stipendio. – spiega in una nota lo Sportello – Si sono autoridotti l’affitto, senza mai smettere di pagare completamente, fino a quando sono stati raggiunti da un’ingiunzione di sfratto. Ingiunzione che arriva da parte del condominio, perché la famiglia vive nell’ex casa del portiere; una multiproprietà divisa per i millesimali degli appartamenti del palazzo. “Occupano” una casa che non serve a nessuno, che comunque produce una rendita irrisoria. Ma non possiamo fermarci qui. Dobbiamo indagare come una famiglia arrivi a non poter pagare l’affitto per la propria casa, dobbiamo chiederci perché da parte delle istituzioni arrivi solo un silenzio assordante. Dobbiamo allargare la visuale, perché questa non è un’eccezione, non è un’emergenza, un caso da articoletto di cronaca.
Questa è la vita, la realtà, il quotidiano di centinaia di famiglie che su questo territorio non riescono ad avere un tetto sopra la testa. Le storie e i motivi sono diversi. L’unico comun denominatore è il bisogno di casa e le attese negli uffici degli assistenti sociali, per alcuni le iscrizioni alle graduatorie per le case popolari, le porte sbattute in faccia e soprattutto il silenzio. Il silenzio da parte delle istituzioni che non sono in grado di offrire né una soluzione né una prospettiva. L’unica proposta arrivata (per altro in via ufficiosa) è quella di fare richiesta per i residence. Sì, gli stessi residence che il sindaco Marino sta cercando di dismettere. Le istituzioni del territorio dicono di avere le mani legate. Da una parte un sindaco che asseconda i deliri securitari di prefetto e governo, dall’altra le istituzioni municipali sovrastate da problemi ormai ingestibili. Noi non ci stiamo. Prima viene il diritto ad avere una casa e una vita dignitosa. Quindi chiediamo all’assessore Droghei, al vicepresidente Lorenzatti, al presidente del municipio e a chiunque dentro le istituzioni senta quella del 23 come un’ingiustizia, di stare con noi. Ma non vogliamo dichiarazioni o comunicati stampa. Vi vogliamo vedere davanti a quel portone. Se nel vostro ruolo istituzionale non siete in grado di fare nulla, venite a mettere in gioco i vostri corpi. A titolo personale, senza etichette, come faremo tutti. Ma non ci facciamo illusioni. Sappiamo che il 23 mattina come sempre ci saranno i movimenti di lotta per la casa, i militanti di Ostia, i cittadini solidali, i lavoratori della Canados in presidio permanente. Ci basteremo. Ma continuiamo dire con forza che quello che capita alla famiglia Melis-Ramos non è frutto di sfortunate coincidenze. E’ il risultato di politiche abitative scellerate, del saccheggio sugli ammortizzatori sociali, di un lavoro sempre meno garantito e di un’idea di legalità che vuol dire solo prepotenza e sopraffazione. State tranquilli che comunque andrà il 23 non finisce qui. Noi sappiamo chi sono i responsabili”.

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