Municipio occupato, Ieva: “Imbarazzante il silenzio di Marino e Zingaretti”

21/10/2014 – “Dopo quattro giorni di occupazione della Sala Consigliare del X Municipio, da parte dei cdq, dei cittadini e di alcune forze politiche, risulta imbarazzante che, nonostante gli occupanti abbiano chiesto la presenza urgente del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e del Sindaco di Roma Ignazio Marino, per chiedere certezze in merito alla necessità di destinare fondi congrui e di conoscere il relativo cronoprogramma dei lavori per il risanamento idrogeologico di Ostia e in particolare dell’entroterra, nessun referente competente della Regione Lazio e di Roma Capitale si sia degnato di recarsi presso il Governatorato municipale per ravvisare quantomeno i motivi della protesta”. A fare il punto della situazione al quarto giorno di occupazione è Alessandro Ieva, portavoce del “coordinamento sicurezza idraulica X Municipio”.
“Aver programmato, martedì 28 ottobre alle 9.45, il Consiglio Straordinario del X Municipio invitando a partecipare il Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio Fabio Refrigeri, il sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino, l’Assessore alle Periferie e Lavori Pubblici Paolo Masini e la Presidente del Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano Federica Lopez, non garantisce ai cittadini la reale partecipazione di Zingaretti e Marino, né esime gli stessi dalle gravi responsabilità per aver ignorato da quattro giorni le richieste degli occupanti. – prosegue Ieva – Un territorio devastato dai gravi eventi alluvionali, famiglie vittime spesso inconsapevoli della mala gestione, da oltre un decennio, di questi luoghi. Elementi che non possono lasciare indifferenti i referenti locali, ne possono sollevare dalle responsabilità politiche gli Amministratori Regionali e Comunali, qualunque sia il colore o partito di appartenenza. L’occupazione del X Municipio è il gesto estremo, l’azione necessaria per cambiare l’inerzia delle cose, perché avvenga quel cambiamento tanto auspicato, a tutela dei diritti, della libertà di ognuno, della sicurezza di vivere serenamente la propria casa come luogo accogliente dove sentirsi protetti. Per questo chiediamo il sostegno di tutti, soprattutto di coloro che possono determinare il cambiamento”.

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