Mondiali di nuoto 2009, il Campidoglio apre ancora il borsellino

A 5 anni dalla manifestazione che nel Polo Natatorio di Ostia ha visto una delle sue sedi, il Campidoglio si trova a dover erogare nuove risorse per i Mondiali di nuoto del 2009. Roma Capitale, infatti, verserà nelle casse del Comitato organizzatore, di cui è stata soggetto costituente insieme alla Federazione nuoto (Fin), 900.000 euro per chiudere una procedura di accertamento avviata dall’Agenzia delle entrate relativa al rimborso dell’Iva, per una cifra di 3.434.697 euro, avanzato dallo stesso Comitato organizzatore nei confronti dell’Erario. Una cifra, quella stanziata con una delibera approvata lo scorso 8 ottobre, con la quale il Campidoglio accetta di chiudere in via bonaria il contenzioso con l’Agenzia delle entrate.
La vicenda ha inizio il 3 luglio 2012, quando l’Assemblea Straordinaria del Comitato Organizzatore, dopo aver trasformato la propria ‘natura fiscale’, passando da ente non commerciale ad ente commerciale, quindi ente avente diritto al rimborso Iva, delibera la messa in liquidazione del comitato, dando mandato al liquidatore “di cedere pro-solvendo il credito Iva del Comitato nei confronti dell’Erario (stimato dal comitato in 3.434.697 euro, ndr) in favore della Fin e di compiere qualsivoglia atto necessario, o comunque opportuno, per addivenire alla cessione del suddetto credito”. A seguito della richiesta di rimborso avanzata dal Comitato, nel maggio dello scorso anno è iniziata una verifica fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, che si è conclusa con un processo verbale di constatazione redatto nei confronti del Comitato. L’Agenzia delle Entrate, a seguito degli accertamenti, ha qualificato l’attività svolta dal Comitato per gli anni 2008/2009/2010/2011 e 2012, al 50% circa di natura, istituzionale, con conseguente indeducibilità dell’Iva assolta sugli acquisti, e il 50% circa di natura commerciale, con conseguente deducibilità dell’imposta. Dei 3.434.697 euro chiesti come rimborso Iva dal Consorzio, dunque, 1.289.393 euro non sono stati riconosciuti; una cifra che sale a 1.837.972 euro considerando gli interessi. Metà di questa cifra, 900.000 euro iscritti nel bilancio 2014, sarà così stanziata dal Campidoglio, che ha rinunciato all’impugnazione dell’accertamento fiscale, quale quota parte dovuta come socio del Comitato. L’amministrazione, infatti, ha preferito chiudere la vicenda in via bonaria, evitando così i rischi di un procedimento giudiziario dall’esito incerto.

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