Consiglio sulla sicurezza idrogeologica: parola ai cittadini

28/10/2014 – Intervento dei CdQ, delle Associazioni e dei cittadini che in questi giorni hanno occupato la sala Consigliare dove questa mattina si è tenuto il consiglio straordinario sulla sicurezza idrogeologica
Portavoce Alessandro Ieva

“Quando i cittadini arrivano ad occupare una sede istituzionale è perché la Politica non ha saputo dare risposte e soluzioni concrete dopo aver chiesto il voto e la delega per farlo. Otto giorni di occupazione della sala consigliare del X Municipio, senza avere segnali né da Regione Lazio, né da Roma Capitale, sono da registrare come una pagina negativa di una politica spesso lontana dalle reali necessità percepite dai cittadini.
Questo territorio, devastato dalle alluvioni e da una incontrollata cementificazione, porta nella sua storia e nel nome dei suoi quartieri, la sua origine e la sua peculiarità: Bagnoletto, Saline, Stagni ecc.
Un territorio che, bonificato dai Ravennati oltre 100 anni fa, e in gran parte sotto il livello del mare, nonostante le alluvioni succedutesi, paradossalmente non risulta inserito nelle carte come territorio a rischio idrogeologico, a parte la zona di Ostia Nord a cui è stato attribuito il codice R4.
Questa, forse, è la ragione per cui, i fondi necessari alla sicurezza idraulica non trovano, fra territori destinatari, questo X Municipio di Roma Capitale.
Forse è questa la ragione per cui, indifferenti ad un problema che, carte alla mano “non esiste”, si è consentita una inopinata crescita della cementificazione, trascurando l’esigenza prodromica e fondamentale dell’urbanizzazione primaria.
Sebbene l’abusivismo sia da condannare, non si può di certo assolvere un’Amministrazione sulla quale pesa, quanto meno, la responsabilità della “culpa in vigilando” e se per le concessioni edilizie e per la realizzazione delle condotte di raccolta delle acque pluviali vi è competenza di Roma Capitale, a questa deve attribuirsi la responsabilità dei danni subiti dai cittadini per gli allagamenti dovuti all’assenza delle condotte stesse.
Non si può sottacere, inoltre, la grave responsabilità della Regione Lazio (ente che determina l’entità delle opere idrauliche necessarie e possibili) allorquando, per operare aggiustamenti sul proprio bilancio, indifferente alla critica realtà del territorio, radia fondi per circa 7,5 milioni di euro (come attuato dalla Giunta Polverini) che erano in gestione al C.B.T.A.R per opere appaltate e/o già in esecuzione.
Basta! Pensare al rischio idrogeologico come una spesa.
Bisogna cominciare a ragionare nell’ottica degli investimenti, perché realizzando oggi quelle opere idrauliche (strutturali) necessarie, si eviteranno domani spese eclatanti legate agli interventi in somma urgenza, come avvenuto, da ultimo, dopo il 31 gennaio (danni per oltre 105 milioni di euro nella Regione Lazio).
Per tali ragioni, come da sempre rappresentato dai CdQ e dai cittadini e ribadito con la nota prot.126806 del 16 ottobre 2014, risulta necessario e urgente:
1. reperire fondi Regionali oltre a quelli radiati;
2. reperire fondi Comunali sin dal prossimo assestamento di bilancio in quanto già disponibili, come dichiarato dal Sindaco di Roma nel comunicato stampa del 4 febbraio 2014 – relativamente ai 60 milioni di euro sbloccati dal patto di stabilità da destinare alla realizzazione delle “fognature”.
3. definire un cronoprogramma degli interventi per la messa in sicurezza idraulica del territorio.
4. coinvolgimento dei CdQ nel tavolo tecnico che, istituito il 17 ottobre 2013, non solo ha escluso i cittadini dalla partecipazione, ma di fatto non ha prodotto gli esiti sperati.

Non siamo più disponibili a tollerare chiacchiere senza prove certe di azioni concrete. Questa occupazione è solo il primo esempio di come i cittadini intendono incidere sulle scelte politico amministrative di questa amministrazione Municipale e di quelle Comunale e Regionale”.

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