Casapound interrompe il consiglio, “No al centro Caritas”

9/10/2014 – Hanno interrotto il consiglio del X Municipio entrando in aula scandendo slogan, con striscioni e volantini per dire no al centro di accoglienza che dovrebbe essere costruito al posto dell’ex scuola DoReMi Diverto ad Ostia. Una decina di militanti di Casapound Italia con maschere tricolori “a simboleggiare gli italiani suicidati dalla crisi, abbandonati e messi da parte anche in questo caso per fare spazio ad un centro che ospiterà per la maggior parte immigrati”, hanno messo in scena l’azione dimostrativa contestando l’amministrazione di centrosinistra del presidente Andrea Tassone e accusando l’opposizione di “essere inefficace e di stare a guardare”. “Abbiamo bloccato un consiglio municipale – si legge in una nota di Casapound Italia litorale romano – dove si stava parlando di giornate della legalità, aree camper e denuclearizzazione quando da giorni va avanti la protesta dei cittadini sul centro di accoglienza della Caritas e sull’emergenza allagamenti. Ieri con i cittadini – continua la nota – siamo andati all’Ufficio tecnico a chiedere spiegazioni ed abbiamo impedito il primo sopralluogo per la realizzazione della struttura, oggi abbiamo interrotto il consiglio e siamo pronti a nuove azioni, anche a bloccare fisicamente i lavori se necessario. I consiglieri ieri sembravano cascare dalle nuvole e con l’azione di oggi abbiamo deciso di informarli. Dalle dichiarazioni dell’assessore al Welfare, Emanuela Droghei l’intenzione del municipio di proseguire sulla strada intrapresa è evidente. Noi chiediamo che vengano fatti passi indietro su questa decisione assurda che è stata presa in una stanza dal presidente del municipio e qualche assessore, che vengano trovati i due milioni e mezzo di euro che erano stati stanziati per la ricostruzione della scuola e che si proceda al più presto in questa direzione rispettando la volontà di quelle famiglie italiane che vedono ogni anno i loro figli fuori dalle graduatorie di scuole e asili in questo territorio, nonostante le farneticanti dichiarazioni – conclude CasaPound – di chi parla di quadranti dove non c’è carenza di posti”.

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