Axa, Giandinoto: “Sospetto pinicipio”

“Più di qualche consorziato Axa passando per via Pindaro si sarà chiesto perché il pino che si è seccato sia stato soltanto potato, piuttosto che abbattuto completamente, e se aver lasciato lì il tronco, benché privo di rami, non rappresenti un pericolo costante di caduta improvvisa, specie nel caso, sempre più frequente, di piogge torrenziali accompagnate da forti venti. Ebbene, innanzitutto il consulente agrimensore del Consorzio dopo un’attenta analisi ha accertato che quel tronco spoglio è ancora solido e non rischia quindi di cadere. La stessa indagine, però, ha messo in luce che difficilmente quel pino si sarebbe seccato se, a decretarne la morte, non fossero intervenuti fattori esterni. Cioè, in parole più semplici, se qualcuno a cui dava fastidio non avesse deciso di “farlo fuori”. Ad avvalorare la tesi del dolo, non solo il fatto che sia il terzo pino di seguito a rinsecchire sullo stesso lato dellastrada, ma soprattutto i piccoli fori praticati con un trapano sul tronco, attraverso i quali potrebbero – lo accerteranno le analisi chimiche in corso – essere state iniettate sostanze dannose per gli alberi, come i diserbanti, la benzina, il gasolio o l’acqua salata. All’Axa, del resto, i precedenti non mancano. Tutti ricordiamo il Pino rinsecchito in Via Sofocle e il bellissimo abete vicino all’edicola di Piazza Eschilo, entrambi probabilmente sottoposti allo stesso trattamento doloso. Per inciso, il quartiere Axa, come quasi tutto il X Municipio, è sottoposto a vincolo ambientale-paesaggistico, per cui per togliere di mezzo un albero non solo bisogna richiedere il permesso al Dipartimento Ambiente e Verde del Comune di Roma e alla Guardia Forestale, ma anche sobbarcarsi le spese vive per l’eventuale abbattimento, nonché pagare una tassa di 200 euro. Sicuramente, questo è uno dei motivi, se non il principale, per cui alcuni molti preferiscono sbarazzarsi degli alberi che creano problemi siringandoli con sostanze nocive, facendoli seccare e lasciando poi l’incombenza di eliminarli prima che cadano o al Servizio Giardini del Comune o ai Vigili del Fuoco”. Lo spiega in una nota Maurizio Giandinoto, Consigliere del Consorzio Axa.

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